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Intorno a una bandiera


UNA STORIA DI MINIERA E MINATORI

A volte basta poco: un oggetto ritrovato, un documento recuperato, una fotografia, un racconto… 
E una storia torna a vivere.
In questo caso è stata una bandiera, l’antica bandiera di una Società di Mutuo Soccorso, a richiamare alla memoria la storia di un paese, Brosso, e dei suoi minatori.
Una bandiera che al centro porta il simbolo del Mutuo Soccorso: la stretta di mano. A significare l’importanza dell’aiuto reciproco, della fratellanza, dell’uguaglianza.
 
Brosso, cinquecento abitanti, tra montagne color del ferro.
Terra di miniere, aperte nel Medioevo e sfruttate fin quasi ai giorni nostri. E  terra  di  emigrazione.  Francia,  Svizzera,  Germania,  Asia,  Africa,  le  Americhe…  i  minatori brossesi sono andati ovunque. 
Ovunque ci fosse lavoro e una paga migliore di quella che prendevano in paese.
Sono finiti in posti sperduti, hanno passato la vita in fondo alle gallerie più profonde del mondo.
Sono stati tra coloro che, come ha annotato uno scrittore a proposito delle miniere in Sud Africa, lavoravano «più vicino al diavolo».
 
Molti  sono  stati  via  per  anni  da  soli;  altri,  più  fortunati,  sono  riusciti  a  portarsi  la  moglie:  così, insieme, la nostalgia di casa si sopportava meglio. Ma anche per le loro donne, quante pene…
 
Dell’emigrazione  dei  minatori  brossesi  i  ricordi  sono  tanti:  lettere,  passaporti,  diari  e  soprattutto fotografie. Un mondo in immagini. 
Immagini che permettono di capire più profondamente qual’è stata la vita degli emigrati, a che cosa sono andati incontro partendo, che cosa hanno trovato in quelle terre lontane, quali legami si sono creati.  
 
Fotografie  molto  belle,  che  le  famiglie  di  Brosso  hanno  conservato  come  segno  di  rispetto  e omaggio a chi, partendo, ha fatto un sacrificio grande.









«Son brutti momenti. Quando lasci la casa dove sei nato e vissuto, quando abbracci la moglie  e  i  figli,  quando  saluti  gli  amici  e  ti  incammini  per  un  sentiero  che  ti  porta lontano, in una terra che non conosci e tra gente che non capisci, è triste. Sai che dovrai lavorare duramente e sperare che non ti capiti mai niente. Solo così potrai guadagnare il  pane  per  te  e  per  i  tuoi  che  sono  rimasti  a  Brosso.  Se  pensi  a  tutto  questo,  se  ne provano di cose… sì, se ne provano proprio tante e sono tutte difficili da descrivere.
Quando arrivi alla curva che c’è laggiù, prima che la strada cominci a scendere, e ti volti a guardare per l’ultima volta la Valle, la tua Valle, ti viene un nodo alla gola. Fissi il profilo di quei monti, le case, gli alberi, i prati e mentre cerchi di imprimerli nella mente ti viene da maledire la sorte che ti costringe a partire per guadagnarti da vivere.
Credimi, devi fare appello a tutte le tue forze per imboccare quella strada in discesa e lasciarti alle spalle il tuo paese. Non so se mi capisci».
 

La  documentazione  raccolta  e  le  testimonianze  orali  dei  Brossesi  sono  state  lo  spunto  per  una mostra e un libro.
Entrambi nati per raccontare, insieme alla vita dei minatori, una bella storia di solidarietà lunga più di un secolo. Una storia di Mutuo Soccorso. 
 
Ma la mostra e il libro si propongono anche di fare da stimolo, attraverso un caso esemplificativo, per il recupero del patrimonio storico e la raccolta della memoria in aree con tradizione mineraria.
Per sollecitare a conservare il materiale che ancora esiste, far emergere quel che è stato e ciò che rimane, studiare il valore simbolico di una comunità, capire il significato di quella che è la miniera. Per osservare il paesaggio di casa e quello delle terre in cui i minatori sono emigrati, i mutamenti dovuti alla presenza della miniera.
 
E  poi  cogliere  i  legami  che  si  sono  creati  fra  lavoratori,  fra  uomini  di  razze  diverse  che  hanno lavorato insieme e insieme hanno anche passato i momenti di riposo e di festa.
 
Nell’autunno 2007 la mostra è stata in Lussemburgo, a Dudelange, località dove sono emigrati a lavorare in miniera tanti italiani. 
E nell’estate 2008 è andata a Marcinelle, dove è stata ospite per due mesi al Bois du Cazier, il luogo della famigerata miniera.
All’inizio del 2009 per due mesi la mostra è stata ospitata all’interno del museo di Scienze Naturali di Torino poi ha toccato le nostre due isole maggiori, in primavera è sbarcata in Sardegna ad Arbus e tra l’estate e l’inverno è stata in Sicilia, a Racalmunto e a Lercara Freddi. 
 
 
                                         



      Alcune immagini della mostra


      Allestimenti proposti - luoghi e date